Troppo presto

Il mondo dell’intelligenza artificiale sta attraendo sempre più capitali da tutto il mondo, come testimoniano le quotazioni delle aziende coinvolte come Nvidia, TSMC, Samsung, che negli ultimi anni sono cresciute enormemente (nonostante qualche recente momento di incertezza). A confermare la tendenza sono anche altri dati come:

  1. Lo spazio occupato dai data center nel mondo, triplicato nell’ultimo anno e mezzo, come ha fatto sapere l’Agenzia Internazionale dell’Energia;
  2. Gli investimenti attuati nel 2025 dai colossi del settore, arrivati a 400 miliardi di dollari e previsti in aumento del 75% quest’anno.

Tuttavia, di nubi all’orizzonte ve ne sono.

  1. Innanzitutto i “centri elaborazione dati” sono altamente energivori, quindi i consumi di energia elettrica sono destinati ad aumentare enormemente esercitando quindi pressioni sui prezzi, sicuramente insostenibili per una parte della popolazione mondiale. Proprio per questo motivo la governatrice dello stato di New York ha sospeso per un anno la concessione dei permessi per la costruzione di tali centri: non può permettere che il maggior costo dell’energia venga ribaltato sui newyorkesi. Il tema dei costi dell’IA è stato analizzato anche da colossi quali Amazon, Cisco e Walmart, che si “riforniscono” da specifici operatori quali OpenAI e Anthropic: recentemente hanno iniziato a limitare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ai propri dipendenti, a causa del costo elevato.
  2. Altro tema spinoso è l’acqua che viene utilizzata in grandi quantità per il raffreddamento dei data center: al pari dell’energia, anche il suo prezzo potrebbe salire assai, mettendo in difficoltà i consumatori finali.       
  3. Esistono poi rilevanti istituzioni economiche che ritengono troppo prematuro affidarsi completamente all’IA. Fra tutte il costruttore di autoveicoli Ford, che ha richiamato 350 ingegneri addetti al controllo qualità, precedentemente sostituiti dalle “macchine”. L’amministratore delegato del Gruppo ha riferito che l’intelligenza artificiale non ha dato i risultati sperati.

Nonostante queste e altre “perplessità” sono convinto che l’IA continuerà a guidare l’innovazione tecnologica: per noi risparmiatori desiderosi di partecipare a tale trend sarà necessario un approccio selettivo, prudente e soprattutto affidarsi a chi è del mestiere.