Samsung

Circa due anni avevo dedicato una mia Curiosità alla parabola di Nokia, il gigante tecnologico finlandese il cui valore di borsa è crollato di circa il 90% dal 2010, epoca in cui dominava i mercati mondiali.

L’approfondimento di oggi è focalizzato su Samsung, colosso coreano che ha recentemente fatto il suo ingresso ufficiale nel “Trillion Dollar Company Club”, l’esclusivo gruppo di aziende globali con una capitalizzazione di mercato superiore ai mille miliardi di dollari. Prima di Samsung, l’unica altra società asiatica a raggiungere questo traguardo era stata la taiwanese TSMC, leader nella produzione di microchip.

Tuttavia, rispetto a quest’ultima, Samsung si distingue per un modello di business fortemente diversificato, che spazia dagli smartphone alle televisioni, dalle batterie agli elettrodomestici e a molto altro. Questa multidisciplinarietà non ha frenato la sua capacità di innovare, come dimostra ad esempio il primato nella diffusione di massa degli smartphone pieghevoli.

Oggi il vero settore di punta è quello dei microchip legati all’Intelligenza Artificiale, grazie al quale Samsung:

  1. probabilmente diventerà partner strategico persino della storica rivale Apple, interessata a siglare accordi di fornitura;
  2. ha quadruplicato il proprio valore di mercato nell’ultimo anno, trainando l’intera Borsa di Seul (dove l’indice principale è balzato del 90% nel 2025 e di un ulteriore 120% nei primi cinque mesi del 2026).

L’indice azionario coreano rappresenta una quota ridotta dell’indice azionario mondiale, ma chi ha investito in un portafoglio globale tramite strumenti di risparmio gestito, come i fondi d’investimento, ha beneficiato indirettamente di questo straordinario rally senza esporsi al rischio di puntare su una sola azienda. Ennesimo segno, questo, della efficacia della diversificazione!