06 Mag TACO
La lista delle testimonianze del narcisismo di Trump è davvero interminabile. Nella mia scorsa Curiosità ne ho raccontate quattro, di seguito ne citerò altre.
Durante il suo primo mandato aveva timidamente espresso il desiderio di vedere il suo volto accanto ai quattro grandi presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln sul Monte Rushmore, nel Dakota del Sud. L’allora presidente dello stato americano l’aveva persino omaggiato con un modellino del celebre Parco Nazionale aggiornato con il suo profilo. Al suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Trump ha palesato nuovamente il suo desiderio, al quale dovrà quasi certamente rinunciare poiché l’Ente che gestisce il Parco si è opposto, sostenendo che:
- l’opera d’arte è finita,
- non c’è spazio ulteriore,
- la roccia non è adatta a nuovi lavori di scultura.
La sua immagine è comunque già molto diffusa ovunque:
- Fra le colonne del Dipartimento di Giustizia a Washington campeggia uno striscione verticale con una sua foto con accanto lo slogan “Make America Safe Again”,
- all’esterno del Dipartimento del Lavoro appare una sua gigantografia con la frase “American Workers First”;
- Presto probabilmente comparirà anche in edizioni limitate del passaporto statunitense.
The Donald ha inoltre chiesto, e talvolta ottenuto, l’aggiunta del suo nome ad alcuni prestigiosi centri culturali: ad esempio il tempio delle arti dello spettacolo di Washington, inaugurato nel 1971 e dedicato a JF Kennedy, è stato rinominato in Trump and Kennedy Center.
La scorsa settimana ho accennato alle sue numerose “sparate”, che puntualmente rientrano o si “dissolvono” come neve al sole, minando una credibilità ridotta ormai ai minimi termini. Recentemente il famoso politologo Ian Bremmer ha segnalato come Trump abbia minacciato di radere al suolo l’Iran ben cinque volte, senza mai dar seguito alle sue parole. Proprio per tale ragione, nel 2025 il giornalista del Financial Times Robert Armstrong ha coniato l’acronimo TACO, che tradotto dall’inglese significa “Trump si tira sempre indietro”: era il periodo dei dazi, annunciati più volte a livelli astronomici e sistematicamente ridimensionati a range molto più moderati.
L’incertezza seminata dalle esternazioni di Trump continua a scuotere i mercati finanziari, mettendo alla prova anche gli investitori più esperti. In questi momenti è necessario tornare ai fondamentali dell’ormai pensionato d’oro Warren Buffet:
- la pazienza e la visione a lungo termine sono gli elementi chiave per avere successo negli investimenti,
- evitare di reagire emotivamente alle fluttuazioni di breve periodo.