Buon 250° compleanno

In occasione della celebrazione dei 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza del Stati Uniti d’America, Donald Trump ha annunciato il faraonico progetto del nuovo Arco Trionfale degli Stati Uniti, o Arco di Trump per gli amici. Dovrebbe arrivare a 76 metri di altezza, essere sormontato da una statua della Libertà dorata e soprattutto dovrebbe essere il più alto al mondo!
Inoltre, per la commemorazione dell’importante anniversario ha ottenuto l’approvazione per la produzione di una moneta d’oro con la sua effige, nonostante la legge sembra vietarlo.
Recentemente il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato che da metà di quest’anno il POTUS firmerà le banconote da cento dollari: dal 1861 sarebbe la prima volta che un Presidente in carica appone la propria firma in sostituzione a quella del Tesoriere di Stato.
A ottobre dello scorso anno sono iniziati i lavori di demolizione dell’ala est della Casa Bianca, per far posto alla nuova lussuosa sala da ballo, ospitante fino a mille persone, dedicata ai grandi eventi ufficiali: il costo stimato è di 400 milioni di dollari, bunker sotterraneo compreso! Nonostante Trump abbia dichiarato che il progetto della “sala da ballo più bella del mondo” sarà finanziato da privati, venti giorni fa è stato bloccato per ordine giudiziario.
Queste sono solo quattro banali testimonianze dello smisurato narcisismo del Presidente, che gli è costato un calo notevole di consensi. 
Nell’ultima settimana è sceso, o meglio precipitato, anche l’indice di fiducia dei consumatori americani elaborato dall’Università di Michigan. Fra le cause è annoverabile certamente la grande incertezza, seminata dal Presidente, alla quale sono imputabili anche le oscillazioni rilevanti degli indici azionari americani (ma anche mondiali) nell’ultimo anno. Ciò nonostante, venerdì scorso lo S&P500 ha oltrepassato il suo massimo storico a 7.100 punti, dopo che, dal 30 marzo al 17 aprile aveva registrato il rialzo più alto in tre settimane dal 1982.
A questo punto mi è d’obbligo citare il prof. Ruggero Bertelli, anche docente universitario di economia: “I mercati finanziari oscillano, tentennano, traballano, mentre salgono”.