11 Mar Troppo facile
Il conflitto in Iran iniziato circa dieci giorni fa ha avuto ovvie ripercussioni sui mercati finanziari. E’ una situazione già vissuta in passato molte volte, quindi era “facile” intuire cosa sarebbe potuto accadere o potrebbe ancora accadere, e conseguentemente come potrebbero essere orientate le scelte di investimento.
Traendo spunto proprio dal passato segnalo che:
- fra i temi da preferire sicuramente ci sono i beni rifugio come dollaro USA, franco svizzero e oro. Faccio notare però negli ultimi tempi il primo non gode della nota considerazione globale del passato, a causa dell’incertezza della politica di Trump e del livello allarmante del debito pubblico americano (che da solo rappresenta quasi il 40% di quello mondiale). Relativamente all’oro preciso invece che la sua quotazione è triplicata negli ultimi due anni e mezzo, quindi potrebbe non attrarre così come in precedenza;
- le obbligazioni governative (anche le societarie “sicure”) a breve termine e la liquidità dovrebbero catalizzare i capitali in cerca di porti sicuri, nel rispetto della nota regola del “flight to quality”;
- le obbligazioni “non investment grade” o ad alto rendimento dovrebbero soffrire: verrebbero infatti “sostituite” con le loro “cugine” a più alto rating,
Gli indici azionari sono destinati genericamente ad un temporaneo calo, al quale farebbero eccezione probabilmente:
- l’energetico: sono già aumentati i prezzi del petrolio e del gas a causa del rallentamento e/o del blocco delle forniture;
- la difesa: la guerra genera una richiesta straordinaria di armi che si traduce in aumento di fatturato e utili delle aziende produttrici, come l’italiana Leonardo, le cui quotazioni sono dunque destinate a salire ulteriormente.
Meglio evitare il tecnologico, il finanziario (banche), i consumi, l’immobiliare e l’automotive, ad esempio.
Al completamento della “ricetta” manca la variabile fondamentale: il tempo. La durata del conflitto, che nessuno è in grado di prevedere, nonostante tutti i calcoli e le più svariate supposizioni, dipende dal momento in cui verrà ovviamente trovata la soluzione. Da lì in poi inizierà l’inversione, secondo la quale tutto ciò che ha beneficiato nel periodo di tensione, verrà smontato a seguito della ritrovata serenità. Poiché anticipare i trend di mercato è impossibile, non è conveniente contrastare il tempo, ma considerarlo il nostro principale alleato, in abbinamento alla corretta pianificazione finanziaria. Ciò significa che chi ha a disposizione un orizzonte temporale lungo deve SEMPRE investire, anche nei momenti più delicati come questo.
Concludo citando John Bogle, fondatore di Vanguard (seconda società di gestione di patrimoni al mondo): “il tempo è tuo amico, l’emotività è tua nemica“.