11 Feb Fermatela!
Steve Wozniak è un imprenditore statunitense, genio dell’informatica e inventore che ha fondato Apple nel 1976 assieme a Steve Jobs. Se quest’ultimo era il volto della “mela morsicata”, il primo ne era sicuramente l’anima.
Richard Branson è un imprenditore britannico che ha fondato Virgin Group, una holding che fa capo o ha fatto capo a qualche centinaio di aziende dei più disparati settori come la musica (Virgin Records, venduta molti anni fa), il benessere (Virgin Active), l’hotelerie (Virgin Hotels) e il turismo spaziale (Virgin Galactic).
Geoffrey Hinton è un informatico e psicologo inglese di quasi ottant’anni, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2024, grazie ai suoi studi sull’apprendimento artificiale. Nella sua carriera è stato principalmente docente di informatica all’Università di Toronto e ricercatore per Google.
Padre Paolo Benanti è un presbitero francescano, ma anche filosofo, teologo, docente alla LUISS Guido Carli (in Etica dell’intelligenza artificiale) e all’Università di Seattle, e unico italiano membro del comitato per l’AI dell’ONU.
I succitati sono solo quattro fra i personaggi più noti ad aver sottoscritto la Dichiarazione sulla Superintelligenza, una sorta di petizione per chiedere di “fermare” l’intelligenza artificiale: promossa nel 2025 dal Future Of Life Institute, associazione nata per sorvegliare le tecnologie rivoluzionarie, nel solo primo mese aveva ricevuto già 30.000 adesioni; la preoccupazione dei firmatari è che l’intelligenza artificiale possa superare quella umana e costituire una grave minaccia per l’uomo stesso fino (secondo alcuni) a causarne addirittura l’estinzione.
A tale coro si è aggiunto anche l’italiano Dario Amodei, cofondatore di Anthropic, startup dell’intelligenza artificiale con base a San Francisco, che ha proposto la redazione di una Costituzione che guidi lo sviluppo etico del settore. In una sua recente pubblicazione ha denunciato i rischi della crescita incontrollata dell’IA, che potrebbe causare la disoccupazione di massa, la concentrazione di potere nelle mani di cinici dittatori, guerre batteriologiche e frodi.
Si chiede dunque che il suo sviluppo continui, ma in maniera controllata e soprattutto etica.
Comunque vada, il suo progresso è destinato a crescere così com’è accaduto finora, e come testimonia anche l’andamento fenomenale degli strumenti di risparmio che vi investono. Fra questi segnalo Allianz Global Artificial Intelligence, il primo fondo comune specifico di questa nicchia: dalla sua nascita nel 2017 ha realizzato un rendimento di circa il 250%!
Pur con oscillazioni ampie, la sua crescita continuerà.