15 Lug Finanza comportamentale
Lo scorso 24/6 gli organi di informazione hanno dato grande risalto al crollo del 10% del mercato azionario coreano, ma nel corso di questi primi sei mesi del 2026 non hanno mai dato altrettanta evidenza dell’incredibile crescita del 160% che lo stesso indice ha registrato fino ad allora (così come non è stata enfatizzata la salita di oltre il 90% nel 2025).
Le notizie negative hanno risonanza maggiore rispetto alle positive, come hanno dimostrato Daniel Kahneman e Amos Tversky, psicologi prestati all’economia o economisti comportamentali: al primo è stato assegnato il premio Nobel per l’economia nel 2002 grazie ai preziosi studi realizzati sul tema, assieme al secondo, deceduto però qualche anno prima. Fin dagli anni ’70 si sono occupati di finanza comportamentale, dimostrando che talvolta gli investitori commettono errori banali nella gestione del loro patrimonio, perdendo la razionalità e facendosi invece condizionare dall’istinto e dall’emotività.
Fra questi errori, definiti bias cognitivi, l’avversione alla perdita è proprio uno dei più frequenti: il dolore causato dalla perdita è doppio rispetto alla felicità originata dal guadagno di pari entità. Ciò fa vendere troppo in fretta o fa mantenere gli investimenti in perdita per paura.
Altri bias o errori frequenti nella gestione dei risparmi sono:
- L’effetto gregge: si segue la massa senza svolgere un’analisi razionale. Figlio di questo è il panic selling, ossia la vendita di massa dettata dalla paura;
- La conferma: la ricerca di informazioni che confermano le proprie convinzioni (errate);
- L’ancoraggio: far dipendere una decisione d’investimento dalla prima (e più comoda) informazione ricevuta, senza approfondire;
- L’effetto Dunning Kruger: eccessiva sicurezza in sé stessi che porta a sopravvalutarsi, quindi a credersi degli abili gestori dei propri risparmi.
Purtroppo i bias cognitivi non sono eliminabili completamente, ma una buona soluzione per difendersi è affidarsi ad un consulente finanziario, che deve agire distaccandosi emotivamente e con razionalità, soprattutto durante i periodi di tensione.