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“Il mondo non è mai stato così indebitato”. Inizia così un articolo di stampa che ho letto circa un mese fa, dedicato appunto al nuovo record raggiunto dal debito globale: 353 mila miliardi di dollari USA. A certificarlo è stato come sempre l’IIF, che periodicamente aggiorna anche questo dato. L’Istituto di Finanza Internazionale, che ha sede a Washington D.C., è stato fondato nei primi anni ’80 da circa quaranta fra le principali banche al Mondo, e oggi conta quattrocento membri fra istituti finanziari, assicurazioni, fondi sovrani, e gestori di patrimoni, di sessanta paesi. La sua missione è supportare il mondo finanziario nella gestione dei rischi, per favorire la stabilità finanziaria globale, che lo stesso ritiene ora minata da “nubi minacciose”. Il rapporto rivela infatti che il debito:

  1. è salito di oltre 5 mila miliardi e di 25 mila rispettivamente da inizio anno e negli ultimi mesi;
  2. Il suo rapporto col PIL globale è di oltre il 300%.

A fare la parte del leone in questa crescita allarmante sono Cina e Stati Uniti D’America, dove l’indebitamento pubblico ha superato il PIL. Da questo punto di vista l’Europa è certamente più virtuosa grazie ad un rapporto pari al 92%. Le previsioni non sono certo positive poiché in futuro molti paesi avranno bisogno del sostegno di stato (quindi il debito crescerà ulteriormente) per le seguenti cause:

  1. l’invecchiamento della popolazione, con costi in aumento deciso per sanità e previdenza,
  2. La spesa per gli armamenti,
  3. Gli investimenti in intelligenza artificiale,
  4. L’inflazione causata dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Ciò che sorprende è l’indifferenza dei mercati finanziari a tali notizie così come a quelle provenienti dal fronte geopolitico: la scorsa settimana si è infatti conclusa genericamente bene per i listini azionari, come per esempio il nostro FTSE MIB, che ha guadagnato il 3,5% (+6% da inizio anno), portando così la sua valutazione al livello record di 51.500 punti.
Come ha sempre insegnato la storia, i mercati finanziari salgono nonostante le preoccupazioni.