LA NUOVA MONETA

La nuova moneta

La moneta è uno strumento di pagamento, che assolve le seguenti funzioni:

  • unità di conto, ossia misura il valore di beni e servizi;
  • intermediario, perché regola gli scambi;
  • riserva di valore.


Fino al V° millennio A.C. gli uomini ricorsero al baratto per scambiarsi beni, ma da lì in poi dotarono alcuni oggetti di un valore intrinseco per favorire il commercio: sale, sementi, armi, animali e così via.
La prima moneta metallica fece la sua comparsa nel 685 A.C. in Lidia, una regione dell’attuale Turchia: era fatta di una lega di oro e argento ed era priva di simboli o scritte.
La sua natura è mutata notevolmente negli anni:

  • in origine aveva un valore di mercato (la moneta d’oro);
  • in seguito le banconote assunsero un valore rappresentativo di una data quantità di oro o argento con la quale potevano essere cambiate;
  • oggi ci si basa sulla moneta fiduciaria, avente un corso legale, emessa da una Banca Centrale e non convertibile in oro o argento: è quindi priva di valore intrinseco.


Una delle ultime tendenze di questo ambito è la sempre più larga diffusione delle valute digitali o criptovalute, il cui maggior esponente è il Bitcoin:

  • Elon Musk, fondatore di Tesla, vi ha investito recentemente 1,5 miliardi di usd di liquidità della sua azienda produttrice di auto elettriche e ha dichiarato di accettarlo come divisa per chiunque voglia acquistare i suoi veicoli;
  • ultimamente Morgan Stanley, primaria banca d’investimento con 4.000 miliardi di dollari di patrimoni in gestione, ha aperto la possibilità di investimenti in Bitcoin solo per i clienti più facoltosi;
  • lo scorso febbraio la Concessionaria di automobili Veloce Classic di Padova ha venduto una Ferrari 360 Modena ad un cliente tramite Bitcoin: la prima volta in Italia.


L’ascesa della Criptovaluta, al quale avevo dedicato la mia Curiosità del 26 settembre 2019, potrebbe essere però rallentata da alcuni suoi aspetti negativi fra i quali:

  • spreco di risorse: l’estrazione (non la coniazione) è affidata a computer potentissimi, che necessitano di grandi quantità crescenti di energia elettrica, la stessa consumata dall’Argentina;
  • impatto ambientale devastante: due terzi dei Bitcoin sono ottenuti in Cina con energia elettrica ricavata dal carbone, la fonte che dovrebbe essere progressivamente abbandonata secondo gli Accordi sul clima;
  • volatilità: in un anno il suo valore è aumentato di oltre 800%;
  • mancanza di controllo: non esiste una Istituzione “controllante”, come normalmente accade per le monete sulle quali vigilano le Banche Centrali.


Da ciò sembrerebbe che il Bitcoin non fosse una forma d’investimento ma un gioco d’azzardo, sul quale invito alla massima prudenza.