BOFROST

Bofrost

Come ho evidenziato più volte con la crisi sanitaria tuttora in corso, il 2020 si è chiuso con alcuni settori in perdita ed altri in crescita sostenuta: alle performance pessime dell’energetico, dell’immobiliare e del turismo si contrappongono quelle eccellenti di chimica, salute, tecnologia e alimentare. Di quest’ultimo settore fa parte senz’altro un’azienda che tutti conosciamo, la friulana Bofrost, specializzata nella vendita a domicilio di surgelati.

Come riferisce un articolo tratto da Il Sole 24 ore di qualche giorno fa, “il lockdown le ha messo le ali”, infatti il suo fatturato è volato a 313 milioni di euro, in aumento del 32%, e gli acquisti on line sono aumentati addirittura del 700%: i “pezzi” venduti giornalmente sono incrementati da 150.000 a 225.000. Per soddisfare l’accresciuta richiesta, Bofrost ha ovviamente dovuto ampliare le strutture produttiva e distributiva: sono stati assunti 180 nuovi dipendenti e 200 collaboratori “commerciali”, per i quali si è reso necessario aumentare il parco automezzi e le filiali. L’obiettivo è quello di non fermarsi ai surgelati ma di incrementare progressivamente l’offerta di prodotti freschi a temperatura ambiente.

Anche la Stevanato Group di Piombino Dese (Padova) ha registrato una forte accelerazione nel 2020. È specializzata nella produzione di articoli e servizi per la farmaceutica come fiale, contenitori in vetro e plastica, e siringhe, ed è leader mondiale nella produzione di “cartucce” per l’insulina: recentemente ha firmato un accordo per la fornitura di 100 milioni di flaconi utili a contenere 2 miliardi di dosi di vaccino contro il Covid-19. Forte dei suoi 4.200 dipendenti dispiegati in 14 impianti produttivi di 9 paesi, ha un fatturato di quasi 600 milioni di euro ed una valutazione compresa fra 4 e 5 miliardi di euro: la proprietà ha recentemente incaricato due banche d’affari statunitensi di studiare la possibile quotazione in borsa.

Quelli appena citati sono solo due esempi delle molte PMI che rappresentano il tessuto produttivo del nostro Paese. Una piccola parte di esse sono quotate in Borsa, raggruppate per dimensioni nei sotto indici AIM, STAR, SMALL CAP, MID CAP. Anche il piccolo risparmiatore può investirvi, mediante l’acquisto di specifici strumenti finanziari: come sempre, suggerisco però farsi assistere per selezionare i migliori e i più adatti alle proprie esigenze.