INFLAZIONE

Inflazione

Negli ultimi tempi molti economisti e analisti finanziari sostengono che gli stimoli fiscali e monetari attuati con la pandemia, dovrebbero far crescere l’economia e l’inflazione. Quest’ultima è la crescita del livello generale dei prezzi di beni e servizi in un arco temporale definito, solitamente un anno.

Le principali cause dell’inflazione sono:

  • l’aumento della domanda di beni e servizi dovuto ad esempio all’aumento dell’offerta di moneta da parte delle Banche Centrali;
  • l’aumento dei costi di beni e servizi conseguente, ad esempio, alla salita dei prezzi delle materie prime e/o del costo del lavoro.

Fra i principali effetti dell’inflazione ricordo:

  • la riduzione del valore dei risparmi, relativamente all’ambito finanziario;
  • la riduzione della competitività delle esportazioni, relativamente all’ambito economico.

Sembra quindi che l’inflazione sia dannosa: in verità lo è quando è troppo elevata ma è benefica quando è moderata, tant’è che l’obiettivo primario della Banca Centrale Europea è un tasso di inflazione pari al 2%. Un suo livello molto basso può trasformarla in deflazione, ossia abbassamento del livello generale dei prezzi di beni e servizi riveniente ad esempio da una diminuzione della domanda di consumo (in sostanza le persone non spendono), ma anche da molti altri fattori. Mentre un suo livello di crescita moderata rappresenta una analoga crescita dell’economia: le persone consumano, quindi spendono, le aziende producono beni e servizi per soddisfare la domanda dei consumatori, quindi investono offrendo posti di lavoro e acquistando macchinari, …

Ipotizzando quindi che gli stimoli fiscali e monetari messi in campo sostengano la crescita di economia e inflazione, gli esperti suggeriscono di orientare gli investimenti finanziari verso le azioni, le materie prime e gli strumenti indicizzati all’inflazione.

In questo possibile scenario, per noi risparmiatori diventa vitale ancora di più adesso investire il nostro capitale per difenderne il valore reale: infatti ipotizzando un tasso medio di inflazione del 2% nei prossimi 10 anni, un capitale di 1.000.000 di euro non investito avrebbe un valore reale di circa 820.000 euro nel 2031. Parliamone.