Toro ed orso

Il “Toro di Wall Street”, scultura bronzea creata dal siciliano Arturo Di Modica collocata nei pressi della Borsa di New York dal 1989, simboleggia la crescita dei mercati finanziari.

Il 2020 è stato un anno anomalo per i mercati azionari (e non solo): dopo un crollo vertiginoso causato dalla pandemia, hanno innescato uno dei recuperi più rapidi di sempre. E negli ultimi giorni l’indice S&P500, che ricordo essere rappresentativo delle 500 maggiori società quotate negli USA, ha agguantato il suo nuovo record storico a 3.702 punti.
Inoltre la scorsa settimana due società hanno fatto il loro ingresso in borsa riscuotendo un enorme successo:
Doordash, la più grande piattaforma di consegne di cibo a domicilio negli Stati Uniti d’America, ha registrato un aumento di prezzo dell’azione dell’85% nel primo giorno di quotazione.


Analogo risultato ha ottenuto AirB&B, il più grande portale di “ospitalità alternativa”, la cui azione al debutto al Nasdaq, ha segnato una crescita di +113% da 68 a 144,70 dollari.
Questa “fame” di IPO (Initial Pubblic Offering, offerta di azioni al pubblico di una società che intende quotarsi per la prima volta) è stata uno degli elementi determinanti a spingere per la prima volta il valore delle borse mondiali a superare il PIL globale (116%).
Negli ultimi giorni è stato raggiunto un altro primato: per poter acquistare un’azione della borsa americana è necessario lavorare 141 ore. Questo indice è stato elaborato da Bloomberg, una delle maggiori società mondiali di fornitura di strumenti software di analisi di dati finanziari: mette in relazione lo stipendio medio negli USA e il prezzo medio delle azioni quotate nell’S&P500, dove troviamo ad esempio il titolo Avon Product a 2,30 dollari e Amazon a 3.240 dollari. Negli anni ’80 l’indice era pari a 20 ore, con la bolla internet del 2000 arrivò a 100 e con la crisi dei mutui subprime del 2009 scese a 40. La salita dal 2009 ad oggi è intuibile semplicemente osservando i grafici dei prezzi di molte azioni: nel 2009 Amazon valeva 50 dollari.
A questo punto potremmo dedurre che le borse siano sopravvalutate, ma dobbiamo necessariamente considerare molti altri elementi che smentiscono tale tesi. In particolare:
i tassi di interesse attuali hanno un livello enormemente differente, poiché per esempio nel 2000 i tassi a breve termine in Europa erano pari al 5% circa, oggi sono addirittura negativi per -0,50%;


la liquidità immessa nel sistema è salita a dismisura anche a beneficio dei mercati finanziari. E le maggiori Banche Centrali mondiali ne hanno promessa altrettanta nei prossimi anni, per superare la crisi economica in corso.
In conclusione, come al solito, affermo con convinzione che per la gestione dei nostri risparmi è necessario rimanere focalizzati sull’obiettivo temporale prefissato e affidarsi a gestori di comprovata professionalità: la storia insegna che la crescita c’è sempre stata e sempre ci sarà.