30 Set L’equilibrista
Philippe Petit fu uno dei più grandi (a dispetto del cognome, la cui traduzione dal francese è “piccolo”) equilibristi di tutti i tempi.
Divenne celebre soprattutto grazie all’impresa compiuta nel 1974: camminare lungo un cavo di acciaio di sessanta metri, teso fra le due Torri Gemelle a New York, a oltre 400 metri di altezza e senza imbrago! Lo percorse ben otto volte, in circa 45 minuti.
A distanza di quasi ottant’anni da quell’impresa, sembra che oggi un altro personaggio molto noto abbia “analoghe” doti di equilibrista: Trump!
Il suo è certamente meno aereo ma ugualmente sfidante, dati i tanti fronti da lui stesso aperti e fra i quali deve assolutamente rimanere in equilibrio, talvolta molto precario:
- Il conflitto Russia Ucraina, del quale ho più volte celebrato la vicinissima conclusione, è lontano dalla risoluzione.
- La resistenza iraniana sembra ogni giorno più coriacea, grazie anche al sostegno degli Houthi, che rifiutano ogni intromissione degli USA e dei Paesi Occidentali in Medio Oriente. Controllano Hormuz e Bab El Mandeb, i due stretti sul Mar Rosso, sconosciuti ai più fino a qualche mese fa, dai quali transita (o meglio transitava) buona parte delle materie prime energetiche destinate a mezzo mondo.
- La guerra commerciale con molti paesi. Quella col Canada impensierisce soprattutto il settore immobiliare, poiché le case degli statunitensi sono quasi sempre fatte con il legno delle foreste del paese confinante a Nord.
- Il debito pubblico è arrivato all’inimmaginabile cifra di 40 trilioni di dollari e con i tassi di interesse in salita non arretrerà di certo.
- La sostituzione del presidente della FED, la banca centrale di casa, con uno a lui più fedele, non ha portato al risultato sperato di abbassare i tassi.
Nonostante questo “marasma” gli affari personali di Trump proseguono a gonfie vele: anche a luglio ha guadagnato milioni di dollari dalla compravendita di azioni, che sostiene essere gestita da professionisti indipendenti.
Vivere in un’economia costantemente in bilico è ormai la normalità. Le tensioni geopolitiche e i nodi macroeconomici creano volatilità, ma non devono bloccare le nostre scelte. In scenari così imprevedibili, la strategia vincente resta sempre la stessa: mantenere la rotta, investire con costanza e diversificare il portafoglio. Questo è l’unico strumento reale per governare l’incertezza e proteggere il nostro patrimonio nel lungo periodo.