L’equilibrista

Philippe Petit fu uno dei più grandi (a dispetto del cognome, la cui traduzione dal francese è “piccolo”) equilibristi di tutti i tempi. 
Divenne celebre soprattutto grazie all’impresa compiuta nel 1974: camminare lungo un cavo di acciaio di sessanta metri, teso fra le due Torri Gemelle a New York, a oltre 400 metri di altezza e senza imbrago! Lo percorse ben otto volte, in circa 45 minuti.
A distanza di quasi ottant’anni da quell’impresa, sembra che oggi un altro personaggio molto noto abbia “analoghe” doti di equilibrista: Trump!
Il suo è certamente meno aereo ma ugualmente sfidante, dati i tanti fronti da lui stesso aperti e fra i quali deve assolutamente rimanere in equilibrio, talvolta molto precario:

  1. Il conflitto Russia Ucraina, del quale ho più volte celebrato la vicinissima conclusione, è lontano dalla risoluzione.
  2. La resistenza iraniana sembra ogni giorno più coriacea, grazie anche al sostegno degli Houthi, che rifiutano ogni intromissione degli USA e dei Paesi Occidentali in Medio Oriente. Controllano Hormuz e Bab El Mandeb, i due stretti sul Mar Rosso, sconosciuti ai più fino a qualche mese fa, dai quali transita (o meglio transitava) buona parte delle materie prime energetiche destinate a mezzo mondo.
  3. La guerra commerciale con molti paesi. Quella col Canada impensierisce soprattutto il settore immobiliare, poiché le case degli statunitensi sono quasi sempre fatte con il legno delle foreste del paese confinante a Nord.
  4. Il debito pubblico è arrivato all’inimmaginabile cifra di 40 trilioni di dollari e con i tassi di interesse in salita non arretrerà di certo.
  5. La sostituzione del presidente della FED, la banca centrale di casa, con uno a lui più fedele, non ha portato al risultato sperato di abbassare i tassi.

Nonostante questo “marasma” gli affari personali di Trump proseguono a gonfie vele: anche a luglio ha guadagnato milioni di dollari dalla compravendita di azioni, che sostiene essere gestita da professionisti indipendenti. 
Vivere in un’economia costantemente in bilico è ormai la normalità. Le tensioni geopolitiche e i nodi macroeconomici creano volatilità, ma non devono bloccare le nostre scelte. In scenari così imprevedibili, la strategia vincente resta sempre la stessa: mantenere la rotta, investire con costanza e diversificare il portafoglio. Questo è l’unico strumento reale per governare l’incertezza e proteggere il nostro patrimonio nel lungo periodo.