09 Set Chi ha ragione?
Circa quindici giorni fa la Banca Centrale Europea ha lanciato un allarme sul rischio bolla dell’intelligenza artificiale, diramando un’analisi redatta da cinque suoi economisti, secondo i quali: “una correzione delle attuali valutazioni è probabile e rischia di avere un impatto grave anche sulle famiglie europee, esposte alla tecnologia USA per circa 440 miliardi di euro“.
Qualche giorno dopo Bank Of America ha diffuso il suo consueto rapporto mensile che raccoglie le opinioni di molti gestori di fondi dal quale emerge chiaro un “super ottimismo”, corroborato dal bassissimo livello dell’indice VIX (chiamato anche indice della paura) e dall’esposizione ai massimi livelli dei mercati azionari.
Oltre all’intelligenza artificiale, gli esperti stanno monitorando con grande attenzione anche l’inflazione, in risalita un po’ ovunque: non è un fulmine a ciel sereno poiché era noto da tempo che la guerra commerciale (i dazi) e quella militare (Iran) ne avrebbero condizionato fortemente a rialzo il suo livello.
La preoccupazione risiede nel fatto che l’inflazione dovrebbe essere contrastata con l’aumento dei tassi di interesse con conseguenze destabilizzanti per le obbligazioni, i cui prezzi scenderebbero, e le azioni, che diventerebbero meno appetibili.
Questo fenomeno è evidente ad esempio in Giappone, che, sprovvisto di materie prime energetiche così come l’Italia, è costretto ad importarle ad un prezzo ultimamente troppo alto. Rispetto a noi però, i nipponici non pagano solamente lo scotto del rally di gas e petrolio, ma anche la debolezza della propria moneta nei confronti del dollaro USA (divisa con la quale viene regolato quasi il 60% degli scambi commerciali globali, incluse le materie energetiche chiave). Ciò ha quindi indotto le autorità monetarie locali a rompere la loro storica politica di tassi a zero, avviando una stagione di rialzi del costo del denaro per difendere la valuta e frenare l’inflazione importata.
Di fronte a spinte inflazionistiche e possibili correzioni del settore tecnologico, la risposta per chi deve tutelare i propri risparmi non è farsi prendere dal panico o inseguire l’ultima tendenza, ma affidarsi a una solida strategia di allocazione e diversificazione.