Non c’è fine al peggio

Il 2022, oramai prossimo alla conclusione, è stato finora un anno sofferto per l’economia e per i mercati finanziari, tanto che: azioni e obbligazioni hanno contemporaneamente realizzato un rendimento negativo, com’era accaduto solamente altre quattro volte nella storia; l’MSCI World, indice che meglio rappresenta il mercato azionario mondiale, è negativo del 20%; il mercato obbligazionario ha vissuto l’anno più nero di sempre, tanto che il “nostro” BTP a 10 anni è in flessione del 20%; per la prima volta, il mercato obbligazionario americano ha registrato 27 mesi consecutivi di ribassi;

Chi ha vissuto un anno ben peggiore è stato però il mercato delle criptovalute (Bitcoin & co), infatti la sua capitalizzazione complessiva è scesa di circa il 70% in meno di dodici mesi, passando dai 3.000 agli 800 miliardi di dollari attuali. E la discesa sembra tutt’altro che terminata, complice l’ultimo scandalo accaduto pochi giorni fa, per il quale si stimano finora perdite per 32 miliardi di dollari in una sola settimana, e oltre un milione di investitori danneggiati (fra i quali almeno 100.000 di casa nostra). Autore dello scandalo, o meglio della truffa, è Sam Bankman Fried (SBF, nel suo mondo): sembra abbia utilizzato parte dei capitali di FTX, sua società di investimento costituita con i patrimoni dei suoi clienti, per effettuare investimenti altamente rischiosi, poi finiti male, tramite l’altra sua società Alameda Research. Fra i super clienti coinvolti cito:

– i “fondi d’investimento” Black Rock e Sequoia;

– Temasek, il Fondo Sovrano di Singapore;

– il fondo pensione degli insegnanti dell’Ontario;

– la stella del football Tom Brady e la modella brasiliana Gisele Bundchen (sua ex moglie), contitolari di un conto deposito (in gergo staking) di circa 700 milioni di dollari;

– Stephen Curry e Shaquille O’Neal, fra i più forti cestisti di sempre della NBA.

Anche se è troppo presto per dirlo, difficilmente i danneggiati rivedranno i propri capitali: mentre nella finanza tradizionale intervengono a sostegno i governi e/o le autorità monetarie, nel criptomondo non è previsto il supporto di risorse finanziarie pubbliche. Sicuramente il mondo delle divise virtuali è destinato a crescere, ma dovrà essere necessariamente normato, al fine di garantire le tutele agli investitori, che in questo momento sono esposti a rischi enormi.