A volte ritornano

Qualche mese fa, nel pieno della calura estiva, mentre i mercati finanziari “ballavano” sulle montagne russe, un giovane statunitense ha guadagnato oltre cento milioni di dollari con il trading on line (compravendita di titoli in Borsa), in sole tre settimane, investendo 27 milioni. Il fenomeno, all’anagrafe Jake Freeman, è un ventenne, studente di matematica applicata all’Università della California del Sud, grande appassionato di finanza. Dopo aver compiuto diversi stage presso l’hedge fund Volaris Capital, un piccolo fondo d’investimento, ha fondato una società di investimento assieme a due soci, fra i quali suo zio Scott Freeman, ex dirigente farmaceutico. Durante l’estate ha raccolto i risparmi di parenti e amici, e a fine luglio li ha investiti in un unico titolo azionario, assumendo un rischio enorme e contravvenendo alla prima e più importante regola della finanza, la diversificazione. Più precisamente ha acquistato il 6% del capitale sociale di Bed Bath & Beyond, una catena di prodotti per la casa in forte crisi, le cui azioni quotate in Borsa erano crollate dell’80% in pochi mesi. Poi ha scritto al management suggerendo la strategia per l’uscita dalla crisi, e infine, vestendo i panni dell’influencer, ha consigliato fortemente l’investimento nella stessa società, sulle maggiori piattaforme di finanza in USA (come ad esempio Reddit). Il prezzo dell’azione è salito quindi del 500%, e Jake le ha vendute tutte, realizzando il maxi guadagno che gli ha valso la grande popolarità: la notizia è stata riportata infatti su primarie testate internazionali come il Financial Times e il Washington Post.

Successivamente il prezzo dell’azione di BBB è crollato nuovamente, e taluni ritengono che Jake non sia poi un gran fenomeno della finanza, piuttosto un manipolatore che ha agito ai limiti della legalità.

Non sempre gli “scommettitori finanziari” vincono, anzi spesso perdono, accusando passività anche rilevanti. Con la mia Curiosità del 9 marzo scorso, riprendendo un approfondimento apparso su una testata di settore, avevo citato le statistiche sull’attività di coloro che operano sui mercati finanziari: solo il 20% di essi guadagna, mentre l’80% perde. A quest’ultima categoria appartengono certamente i tanti che si rivolgono a Il Sole 24 Ore, inviando mail di richiesta di aiuto/consulenza agli esperti, per titoli comprati in autonomia e poi sospesi, delistati o falliti. Lo scorso 15 ottobre è stata pubblicata quella di un risparmiatore “fai da te”, che ha chiesto notizie su un’obbligazione subordinata della banca portoghese Espiritu Santu da lui stesso acquistata, e fallita nel 2014, con il conseguente azzeramento dei capitali ivi investiti.

Concludo il mio approfondimento di oggi ricordando due fra le regole principali da seguire per tutelare e far crescere i propri risparmi: diversificare e farsi assistere da esperti del settore.