Lo sboom di Zoom & co.

Con la mia Curiosità del 15 giugno 2020 intitolata “Il boom di Zoom” avevo dato risalto alla crescita inimmaginabile del business di Zoom Video Comunications, società specializzata nei servizi di teleconferenza, in occasione della crisi pandemica del 2020. Fondata nel 2011 dal cinquantenne cinese Eric Yuan, ad aprile 2019 ha debuttato al Nasdaq, il listino USA dei titoli azionari per lo più tecnologici, con un valore di nove miliardi di euro, che dopo circa un anno è “esploso” a circa 160 miliardi, arrivando a registrare una crescita di oltre 16 volte (dunque oltre 1.600%). Dai massimi di ottobre 2020 la capitalizzazione di mercato della società è poi crollata all’incirca dell’85%, agli attuali 24 miliardi: il titolo azionario era arrivato a quotare 550 dollari USA, ora ne vale 80.

Qual è il motivo di questa oscillazione pazzesca? Durante la crisi pandemica, il divieto ad incontrarsi fisicamente è stato superato con gli incontri virtuali, grazie alle piattaforme virtuali come Zoom, che così hanno incrementato a dismisura il numero degli utenti e quindi il proprio business. Con il miglioramento progressivo della situazione sanitaria è accaduto ovviamente il contrario. 

Altre società hanno vissuto una situazione analoga, guadagnando tantissimo nel pieno della pandemia e soffrendo molto successivamente. E’ il caso di Peloton, che produce attrezzature per il fitness domestico e gestisce un’applicazione con suggerimenti/lezioni per coloro che “si mantengono in forma” da casa. Il valore della società è franato da oltre 50 miliardi del 2020 agli attuali 3,5 miliardi di dollari.

I due casi descritti testimoniano che i business esplosivi ed effimeri generano ricchezze altrettanto analoghe. Al contrario esistono business che promettono crescite solide e continue, perché legate a macrotrend futuribili, come ad esempio l’ecologia e l’intelligenza artificiale: 

relativamente al primo ricordo ancora una volta l’impegno sottoscritto da quasi tutti i paesi della Terra, per raggiungere la neutralità climatica, e i relativi investimenti monstre preventivati;

quanto al secondo tema, autorevoli stime sostengono che i capitali ivi allocati possano raggiungere l’enorme cifra di 15.000 miliardi di dollari USA nei prossimi dieci anni.

Per la crescita del proprio patrimonio suggerisco ovviamente di optare per tali ambiti di investimento (ve ne sono anche altri), facendosi assistere da professionisti del settore.