BTP

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Come oramai ben sappiamo tutti, in questi primi quattro mesi dell’anno la quasi totalità degli indici azionari mondiali ha registrato una diminuzione, a causa della guerra e dell’inflazione.
Tali ribassi hanno interessato anche i mercati obbligazionari, infatti il nostro BTP decennale ha subito una discesa di circa il 10% nel medesimo periodo, e di oltre il 15% dall’agosto scorso.

Quindi, il risparmiatore che solo otto mesi fa avesse investito 1.000.000 euro nel titolo di stato italiano scadente nel 2032, per godere di un rendimento medio annuo dello 0,50% fino alla scadenza, oggi vedrebbe il valore del suo investimento ridotto a circa 850.000 euro, e registrerebbe quindi una perdita temporanea di 150.000 euro.

Proprio la discesa vertiginosa del prezzo, ha determinato l’aumento del rendimento del titolo: acquistarlo oggi significa contare su un rendimento medio annuo a scadenza del 2,50%.

Ovviamente il risparmiatore dell’esempio dovrà accontentarsi invece dello 0,50% fino al 2032!

Naturalmente anche i fondi obbligazionari hanno registrato una regressione, poiché investono nello stesso settore. Ad esempio Pimco Income, il principale fondo obbligazionario globale presente in Europa, che gestisce circa 62 miliardi di dollari affidatigli negli anni da investitori retail e istituzionali, ha registrato un rendimento negativo dal 2 al 6% circa (a seconda della classe d’investimento) da inizio anno, così come dallo scorso agosto.

Al di là della performance migliore ottenuta in questi mesi, Pimco Income, come tutti i fondi d’investimento, offre notevoli vantaggi, su tutti l’ampia diversificazione, infatti:

  1. investe in quasi 5.200 bond, 
  2. appartenenti a 11 categorie obbligazionarie differenti (statali, societarie, di paesi sviluppati, di paesi emergenti, …), 
  3. di diversa qualità creditizia (il 42% del portafoglio è investito infatti in obbligazioni “super-solide” con rating AAA, il 4% in AA, …).

Inoltre, a differenza del “nostro” BTP che scade nel 2032, Pimco Income non ha una scadenza “propria”: preciso però che le 5.200 obbligazioni detenute oggi, hanno una scadenza media ponderata pari a circa tre anni.  
Il confronto fra un’obbligazione e un fondo d’investimento non è mai corretto (poiché non è omogeneo), ma a mio parere è utile per far capire meglio i grandi vantaggi del secondo (e in genere di tutti gli strumenti d’investimento collettivo del risparmio) rispetto alla prima. 

Per valutare un investimento finanziario è comunque necessario confrontarsi sempre con un consulente finanziario competente.