SALVIAMO LA TERRA!

Salviamo la Terra!

Da inizio anno i mercati azionari registrano una discesa, causata soprattutto dalle tensioni per un possibile conflitto in Ucraina, e dall’inflazione. Questa, generata da una robusta crescita economica, sta spingendo le principali banche centrali mondiali ad un irrigidimento delle politiche monetarie: dunque aumenti dei tassi di interesse e ma soprattutto progressiva sospensione del Quantitative Easing (l’acquisto di titoli nel mercato), per drenare quella liquidità che ha determinato una crescita esplosiva dei mercati finanziari.

Il calo ha interessato quasi tutti i settori, anche l’ecologia che, dopo un triennio fenomenale, sta accusando una flessione di circa il 15%.

È la fine del megatrend relativo al cambiamento climatico?

Secondo uno studio congiunto di Legambiente, Unipol ed Enel, dal 2010 l’Italia ha subito 1.181 eventi climatici estremi, e nel solo 2021 se ne sono contati 187. Cito ad esempio:

  • la temperatura di 48,8 gradi registrata la scorsa estate nel siracusano, la più alta di sempre in Europa;
  • le piogge eccezionali che hanno investito alcune località della Sicilia, ai primi di novembre: in poche ore è scesa una quantità di acqua pari a quella di otto mesi.

Lo scorso anno, i fenomeni climatici estremi hanno interessato anche il resto il mondo: 

  • ricordo le alluvioni in Australia, nell’Europa centrale (in particolare in Germania) e in Canada, rispettivamente a marzo, luglio e novembre;
  • o ancora la temperatura di 38 gradi registrata in Siberia nel giugno scorso, che, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, rappresenta il record storico del Circolo Polare Artico, dove durante tutta l’estate i valori sono stati superiori di 10 gradi rispetto alla norma. 

Secondo un report diffuso recentemente dall’Unione Europea, gli ultimi sette anni sono stati i più caldi della storia (o da quando esistono le rilevazioni), e in base a quanto riferito dal Global Risk Report del 2022 del World Economic Forum, la minaccia più grave per il futuro dell’umanità è la crisi climatica (non la pandemia).

Negli anni a venire sempre maggiori investimenti saranno necessari per bloccare il cambiamento climatico in corso, e raggiungere gli obiettivi pattuiti con gli accordi sul clima. I risparmiatori che investiranno su tale ambito godranno di ritorni eccezionali, indipendentemente dalle temporanee flessioni, che dovranno rappresentare solamente ottime opportunità di ingresso. 

Concludo quindi affermando con assoluta certezza che il megatrend relativo al cambiamento climatico è solo all’inizio.

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli” (antico proverbio Navajo)