GENERAZIONE Z

Generazione Z

Relativamente alla specie umana, il termine generazione indica l’insieme degli individui aventi all’incirca la stessa età. Per gli studiosi di Scienze Statistiche e Scienze Attuariali il tempo intercorrente fra due generazioni è di 20/25 anni, un periodo di tempo medio fra la nascita dei genitori e quella dei loro figli. 

A partire dalla fine del 1900 alle generazioni è stato assegnato un nome, sulla base di comuni esperienze culturali: la prima è stata la Generazione Perduta, che comprendeva i nati dal 1883 al 1900.

Le successive sette sono oggi conviventi:

  1. Greatest Generation (nati dal 1901 al 1927)
  2. Generazione Silenziosa  (1928-45)
  3. Baby Boomer (1946-64)
  4. X (1965-80)
  5. Y o Millennial (1980-95) 
  6. Z (1995-2010)
  7. Alpha (2010-2020)


Delle sette però, quella che sta catturando le maggiori attenzioni è la Zeta, i cui appartenenti sono:

  1. ambientalisti, quindi sensibili al tema della sostenibilità in ambito consumi e investimenti;
  2. digitali, dipendono dallo smartphone, sono sempre connessi e “viaggiano” sui social network;
  3. istruiti: il numero di laureandi è maggiore rispetto alle generazioni precedenti;
  4. cosmopoliti: 9 su 10 vivono nei paesi emergenti ma sono uniti dall’inglese e dai social, e non si sentono appartenenti a singole nazioni;
  5. aperti alla diversità di genere;
  6. attenti ai valori etici;


A ciò aggiungo che la Z rappresenta 2 miliardi di individui che, secondo accreditate stime, nel prossimo decennio controlleranno circa il 25% dei consumi mondiali ed entro il 2030 godranno di un reddito cinque volte superiore all’odierno (dai 7.000 ai 33.000 miliardi di dollari).

La loro importanza in ambito economico è dunque rilevante e il mondo imprenditoriale adeguerà i propri piani di investimento proprio a favore di tale fascia di popolazione. 

Ovviamente si apriranno grosse opportunità anche per i risparmiatori che vorranno approfittarne.

Sarà molto difficile farlo autonomamente, poiché anche gli impensabili recenti fallimenti della italiana Bio On (riciclo rifiuti – settore ecologia) o della tedesca Wirecar (pagamenti digitali – settore high tech) testimoniano quanto il fai da te sia pericoloso.

Molto meglio affidarsi quindi agli esperti: nel mercato sono già disponibili strumenti d’investimento gestiti (ad esempio fondi comuni), di blasonate società internazionali di gestione dei risparmi, specializzati in tali futuribili ambiti.