STAGFLAZIONE

Stagflazione

A marzo dello scorso anno il prezzo del petrolio era pari a circa 10 dollari al barile, in calo del 90% rispetto ai 100 del 2014, livello che mai più avrebbe raggiunto, secondo molti analisti: infatti il mondo sta correndo verso la green economy, con la volontà di abbandonare progressivamente le più inquinanti fonti energetiche fossili. Proprio ieri però, il prezzo dell’oro nero ha raggiunto quasi gli 85 dollari al barile, più di 8 volte superiore a quello di un anno fa.

Tale incremento straordinario ha interessato la quasi totalità delle materie prime (ad eccezione dell’oro), molte delle quali negli ultimi tempi hanno superato livelli record storici, tanto che, sempre più spesso ultimamente, i mass media hanno iniziato a discutere di stagflazione. Si tratta di un fenomeno economico caratterizzato da stagnazione e inflazione elevata, già verificatosi negli anni ’70/80.

Il forte aumento del prezzo delle materie prime è oggi causato:

  1. dalle difficoltà di approvvigionamento: l’offerta, contrattasi con la pandemia ma non ancora pienamente risollevatasi, non soddisfa la poderosa domanda;
  2. forse anche dalla speculazione, ma solo in minima parte.

La probabile conseguenza immediata dell’impennata dei prezzi delle materie prime potrebbe essere l’aumento dei prezzi di beni e servizi, che causerebbe una riduzione del potere di acquisto delle famiglie (che con lo stesso stipendio riuscirebbero ad acquistarne di meno): diminuirebbero quindi i consumi e il PIL. Il riallineamento degli stipendi per compensare la perdita di valore reale potrebbe scatenare la temuta spirale prezzi-salari-prezzi, fino alla recessione.

Fortunatamente il caro-materie prime dovrebbe essere solo temporaneo. Se così non fosse i Governi e le Banche Centrali potrebbero agire su più fronti come ad esempio:

  1. alleggerire la pressione fiscale, per mantenere alti livelli salariali;
  2. aumentare i tassi di interesse: i finanziamenti costerebbero di più quindi i privati “rinuncerebbero agli acquisti”, con conseguente riduzione della domanda di beni e/o servzi. 

Sul fronte risparmio anche questo nuovo possibile scenario non deve impensierire chi si affida ai professionisti del settore.