LA SCUOLA DEL FUTURO

La scuola del futuro

Fra i molti ambiti nei quali il Covid 19 ha “lasciato il segno” c’è anche la scuola, dove una grande protagonista è stata la Didattica A Distanza: bambini e ragazzi hanno continuato ad istruirsi, non sempre agevolmente, collegati da casa con tablet, computer e smartphone.

Nel 2021 sono nati i Cody Trip, “viaggi di istruzione che si avvalgono di tecnologie digitali di uso comune per colmare le distanze fisiche senza mobilità”, o più semplicemente gite scolastiche on line. Ad esempio, il Museo Marini di Firenze ha organizzato visite virtuali studentesche, con tanto di pranzo al sacco recapitato a casa ai partecipanti: il 15 aprile scorso gli iscritti erano ben 12.000! Fra le molte altre opzioni disponibili citerò solo alcune visite virtuali: ai Sassi di Matera, al Bosco di San Francesco ad Assisi (per i piccoli), al negozio Olivetti a Venezia, e al Museo Egizio di Torino.

Il segno dei tempi che cambiano si registra anche all’Università di Padova: la professoressa Daniela Mapelli, ordinaria di Neuropsicologia, ne diventerà la prima rettrice dalla sua fondazione nel 1222. Assumerà il prestigioso incarico ufficialmente dal primo di ottobre prossimo, lo manterrà per sei anni, e si troverà quindi a celebrare da protagonista l’ottocentesimo compleanno del noto ateneo (noto anche perché vi si laureò la prima donna al mondo: la nobile veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, anno 1678, Filosofia).

Il cambiamento per l’istruzione sarà notevole anche nei prossimi anni. Infatti, dei 750 miliardi di euro del Recovery Fund, al nostro Paese ne arriveranno circa 200 (il 28%), dei quali 30 confluiranno proprio in questo settore, e distribuiti nei suoi molti ambiti, come ad esempio:

  • miglioramento dell’edilizia scolastica;
  • innovazione (laboratori e aule didattiche);
  • ampliamento delle competenze di giovani, lavoratori e ampie fasce di popolazione attiva;
  • potenziamento della ricerca anche a supporto delle aziende.

Il tema è di vitale importanza anche per l’ONU, che annovera “l’istruzione di qualità” fra i 17 obiettivi del suo Piano per lo Sviluppo Sostenibile.

Secondo autorevoli stime, la spesa nel settore dell’istruzione globale raddoppierà nei prossimi dieci anni, arrivando a 10.000 miliardi di dollari.

Anche noi risparmiatori possiamo partecipare a questo megatrend, che regalerà certamente ottime soddisfazioni nel lungo periodo, investendo in specifici fondi comuni di investimento, creati ad hoc negli ultimi anni da alcuni dei big mondiali della gestione dei risparmi.